C’è da fare una premessa iniziale. Se n’è parlato molto meno in questi anni di affiliazione e dei suoi meccanismi. Questa minor diffusione, si parla dell’1% attuale a cui si è arrivati nel mercato digitale, non è dovuta affatto al concetto che la macchina non funzioni o che abbia problemi tecnici, e nemmeno che non porti risultati o che richieda troppa cura. È dovuta soprattutto alla cattiva, per non dire pessima, gestione delle sue reali potenzialità. Gli utilizzatori hanno promesso potenzialità e obiettivi fallaci, e quindi hanno tentato più volte nel lungo periodo di utilizzarla per fare cose sbagliate e realmente non sfruttando la vera forza che questo mezzo poteva rendere anche economicamente. Tutto questo purtroppo su scala mondiale.
Mantieni aperta la comunicazione con i tuoi affiliati. Dovrebbero conoscere i prossimi lanci di prodotti, i prodotti che stai promuovendo sui social media, i banner pubblicitari e i video delle caratteristiche del prodotto. Chiedi ciò di cui hanno bisogno da te per facilitare le conversioni. È possibile impostare una riunione mensile standard in modo da poter parlare con loro regolarmente.

Awin è un network dei network, in quanto è nato dall’unione di programmi molto noti come Zanox, Affiliate Window e Affilinet. Questo ti fa già capire che al suo interno puoi trovare una miriade di prodotti o servizi da sponsorizzare con la tua attività. Si parla di campi come ad esempio Fastweb, Unicredit, Zalando, Kiko, Carrefour e UCI Cinema. Se ti interessa un network generalista con migliaia di brand, allora hai trovato ciò che cercavi.


In questa industria, infatti, girano molti soldi e, soprattutto, sembra non conoscere crisi. Personalmente non amo questo genere di promozione perchè promuovere piattaforme di gambling significa, in qualche modo, indurre i visitatori del web a giocare d’azzardo e, è risaputo, una percentuale di giocatori finisce per lasciarsi travolgere dal vizio e cadere nella ludopatia.
In un ecosistema in cui la maggior parte delle transazioni avviene ancora in percentuali diverse da desktop, tablet e smartphone e abbiamo nel 69% in media dei casi consumatori interessati, vediamo soprattutto che i touchpoints di ricerca, che contribuiscono ad una transazione tipo e che generano valore immediato e misurabile, sono ancora oggi quasi tutti strumenti di performance marketing gestiti tramite l’Affiliate Marketing e dal mondo dell’affiliazione:
Shopify è uno dei programmi di affiliazione più redditizi in circolazione. Senza costi mensili o requisiti minimi di vendita e una commissione media di $ 58 per ogni utente che si iscrive a un piano pagato e $ 2.000 per ogni utente che si riferisce a chi si iscrive per il proprio prodotto aziendale, Shopify Plus, è possibile massimizzare il botto per il tuo dollaro.
Il tracciamento viene effettuato con delle codifiche in codice JavaScript che generano tipologie di pagamento come il CPC ed il CPM, ovvero l’attribuzione del compenso per l’acquisto generato a giorni di distanza dal click effettuato e dalla impression riscontrata. Questa è una pratica affinata negli anni che oggi sembra essere la più diffusa e la più apprezzata dai publisher.
Il web è diventato un luogo in cui le persone potevano trovare informazioni, notizie, prodotti, opinioni, ispirazioni e dati. Termini come e-commerce, traffico web e banner ad hanno iniziato a emergere. Mentre il mondo iniziava a passare sempre più tempo e a spendere sempre più denaro online, gli esperti di marketing hanno inventato nuovi modi per fare leva su questo canale di comunicazione e nuove opportunità per i proprietari dei siti web di diventare partner. I creatori di contenuti hanno iniziato a monetizzare i propri siti e a essere pagati per la visibilità che offrivano ai venditori per i loro visitatori. A loro volta i venditori hanno trovato sistemi per raggiungere nuove audience e pagare solo quando c’è una reale conversione.
All’interno delle caratteristiche dell’Affiliate Marketing, il concetto di intermediazione come standard funziona così nella maggioranza dei casi: fatto un ricavo, l’inserzionista offre al publisher il 70% della commissione. Il 30% della commissione spetta alla piattaforma di affiliazione. Facendo un esempio in cifre, se stabilisco come inserzionista che per ogni 100€ che ricavo grazie a questa attività di marketing dovrò dare a questo sistema di affiliazione, formato dalla piattaforma e dai publisher, 10€ ogni 100€, darò 7€ al publisher e 3€ alla piattaforma.
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