Il rapporto di affiliazione è un rapporto cosiddetto win-win: io inserzionista devo fare della pubblicità per promuovere un prodotto/servizio, per far fare un acquisto, per far registrare qualcuno al mio sito. Io publisher devo erogare pubblicità quindi se ho fatto fare l’azione all’utente, ho vinto: perché tu mi pagherai una commissione. Io inserzionista se sono riuscito a far fare l’azione ho vinto, perché ne ho un ritorno economico. Ovviamente un ROI lo avrà anche la piattaforma di affiliazione facente da intermediario.
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C’è da fare una premessa iniziale. Se n’è parlato molto meno in questi anni di affiliazione e dei suoi meccanismi. Questa minor diffusione, si parla dell’1% attuale a cui si è arrivati nel mercato digitale, non è dovuta affatto al concetto che la macchina non funzioni o che abbia problemi tecnici, e nemmeno che non porti risultati o che richieda troppa cura. È dovuta soprattutto alla cattiva, per non dire pessima, gestione delle sue reali potenzialità. Gli utilizzatori hanno promesso potenzialità e obiettivi fallaci, e quindi hanno tentato più volte nel lungo periodo di utilizzarla per fare cose sbagliate e realmente non sfruttando la vera forza che questo mezzo poteva rendere anche economicamente. Tutto questo purtroppo su scala mondiale.

In questa industria, infatti, girano molti soldi e, soprattutto, sembra non conoscere crisi. Personalmente non amo questo genere di promozione perchè promuovere piattaforme di gambling significa, in qualche modo, indurre i visitatori del web a giocare d’azzardo e, è risaputo, una percentuale di giocatori finisce per lasciarsi travolgere dal vizio e cadere nella ludopatia.


Si potrebbe pensare: può un inserzionista essere un’azienda normale che vuole far conoscere il suo brand? Forse sì. Per meglio dire può esserlo ma qualcosa lo deve pur remunerare. Vendo qualcosa sul mio sito? Mi devo portare dei clienti a cui devo vendere un servizio? Posso voler far registrare utenti ad una newsletter quindi per acquisire lead? Tutto si può fare ma l’importante è che dev’essere conveniente per il publisher.


Booking.com è in assoluto la società che propone il miglior programma di affiliazione nel settore viaggi e turismo. Questa azienda è un intermediario che si occupa di pubblicare gli annunci delle strutture ricettive presenti in tutto il mondo. Di conseguenza, i tuoi introiti verranno calcolati in percentuale sulle commissioni ricevute da questa piattaforma.
La mia opinione dopo aver partecipato alle discussioni nel gruppo Facebook del corso ed aver letto tutti i materiali didattici è che, ad oggi, non esiste formazione migliore! La cosa più bella di AffiliatePRO, inoltre, è che vengono mostrati dei casi studio REALI in cui puoi vedere che tipo di offerta è stata pubblicizzata, in che modo, e che ritorno economico ha portato…
In questo caso, le regole per operare variano da cliente a cliente: alcuni ti danno libertà di promuovere i prodotti come preferisci, altri invece ti vincolano dandoti una mail pre-compilata da inviare senza apportare modifiche. In ogni caso, l’email marketing è spiegato abbondantemente in diversi libri e anche nel corso di affiliate marketing di cui ti parlerò a fine articolo.
Un programma di affiliazione efficace è composto da un payout incentivante (distribuzione di utili netti sotto forma di dividendi), da policy restrittive ma tutelanti per i publisher più performanti e da formati creativi accattivanti. Le tipologie di pagamento adottate dalla piattaforma di affiliazione rispettano le caratteristiche del canale promozionale, ovvero esclusivamente a performance e necessitano di un sistema di tracciamento per la tutela del lavoro promozionale fatto dai publisher.
Merchants receiving a large percentage of their revenue from the affiliate channel can become reliant on their affiliate partners. This can lead to affiliate marketers leveraging their important status to receive higher commissions and better deals with their advertisers. Whether it’s CPA, CPL, or CPC commission structures, there are a lot of high paying affiliate programs and affiliate marketers are in the driver’s seat.

Considerando che il carrello medio dell’acquisto sul sito di ecommerce sia € 300, il margine medio dell’advertiser il 30% (net profit € 90); la commissione sarà una percentuale (tendenzialmente un 5 – 10%) del net profit medio. Un CPA fisso, se i prodotti venduti generano una revenue unitaria media abbastanza o completamente uniforme (calcolato sempre su un 5/10% del net profit). Criticità : Difficile generare grandi volumi se il cliente non è un grande player con già una big reputation sul mercato.

Spesso online si cerca cos’è la logica dell’affiliazione attraverso la definizione di Affiliate Marketing oppure ancora di raccogliere quante più recensioni e opinioni complete su come fare e come funziona l’Affiliate Marketing in Italia, le piattaforme di affiliazione e persino fare Affiliate Marketing senza sito. Scopriamo insieme in questo articolo, andando con ordine, tutte le risposte che cerchiamo.
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