Sono Simona Bigazzi e mi occupo di digital marketing dai tempi dell’Università. Da allora non ho mai smesso di lavorare in questo ambito ed oggi aiuto le Persone a Guadagnare sul web. In questo Corso Online "Affiliate Marketing per Principianti: Come Crearsi da Subito un Guadagno Online" ti insegnerò come costruirti un piccolo reddito, rivendendo prodotti di altre aziende e guadagnandoci una commissione. Grazie all'affiliazione otterrai traffico qualificato, sfruttando quello che già conosci o le tue passioni.
In February 2000, Amazon announced that it had been granted a patent[18] on components of an affiliate program. The patent application was submitted in June 1997, which predates most affiliate programs, but not PC Flowers & Gifts.com (October 1994), AutoWeb.com (October 1995), Kbkids.com/BrainPlay.com (January 1996), EPage (April 1996), and several others.[13]

Affiliates discussed the issues in Internet forums and began to organize their efforts. They believed that the best way to address the problem was to discourage merchants from advertising via adware. Merchants that were either indifferent to or supportive of adware were exposed by affiliates, thus damaging those merchants' reputations and tarnishing their affiliate marketing efforts. Many affiliates either terminated the use of such merchants or switched to a competitor's affiliate program. Eventually, affiliate networks were also forced by merchants and affiliates to take a stand and ban certain adware publishers from their network. The result was Code of Conduct by Commission Junction/beFree and Performics,[35] LinkShare's Anti-Predatory Advertising Addendum,[36] and ShareASale's complete ban of software applications as a medium for affiliates to promote advertiser offers.[37] Regardless of the progress made, adware continues to be an issue, as demonstrated by the class action lawsuit against ValueClick and its daughter company Commission Junction filed on April 20, 2007.[38]
Programma di affiliazione: nel digital advertising, è un accordo tra due siti in cui un sito (affiliato) si impegna a promuovere e distribuire prodotti o servizi offerti dal secondo (merchant), in cambio di una percentuale delle vendite generate dalle attività di marketing. Quest’ultime consistono, in genere, nell’inserimento nei siti dei publisher affiliati di banner o link sponsorizzati che rimandano al sito del merchant.
C’è da fare una premessa iniziale. Se n’è parlato molto meno in questi anni di affiliazione e dei suoi meccanismi. Questa minor diffusione, si parla dell’1% attuale a cui si è arrivati nel mercato digitale, non è dovuta affatto al concetto che la macchina non funzioni o che abbia problemi tecnici, e nemmeno che non porti risultati o che richieda troppa cura. È dovuta soprattutto alla cattiva, per non dire pessima, gestione delle sue reali potenzialità. Gli utilizzatori hanno promesso potenzialità e obiettivi fallaci, e quindi hanno tentato più volte nel lungo periodo di utilizzarla per fare cose sbagliate e realmente non sfruttando la vera forza che questo mezzo poteva rendere anche economicamente. Tutto questo purtroppo su scala mondiale.
Il funzionamento di questo sistema è quasi sempre simile, al di là dell’azienda autrice di un certo programma di affiliazione. Di solito ci si iscrive presso una piattaforma web ad hoc, e si accede in seguito ad un proprio pannello di controllo: attraverso quest’ultimo è possibile gestire tutti gli strumenti utili per sponsorizzare un prodotto o servizio sul proprio blog, pagina social o canale YouTube. Si parla ad esempio dei banner promozionali, dei codici per i link diretti, degli strumenti di call to action e via discorrendo.
Anche Tradedoubler è un network di affiliazione, dunque accorpa al suo interno una grande quantità di negozi e di società che vendono prodotti di qualsiasi genere o categoria. Somiglia per certi versi ad Amazon, solo che è molto più stringente: nel senso che non puoi limitarti all’iscrizione, dato che per sponsorizzare un certo prodotto o servizio dovrai chiedere l’autorizzazione alla società che lo vende. Anche qui sono presenti opzioni come i banner e i link, e anche qui guadagnerai una percentuale sul prezzo di vendita.
If the above locations do not yield information pertaining to affiliates, it may be the case that there exists a non-public affiliate program. Utilizing one of the common website correlation methods may provide clues about the affiliate network. The most definitive method for finding this information is to contact the website owner directly if a contact method can be located.
Devi sapere che quando ho iniziato io non c’erano molti libri e corsi sull’argomento, mentre oggi la formazione su questo argomento è molto più accessibile. Uno dei più grandi affiliate marketer italiani ha creato, in collaborazione con altri affiliati ed esperti di marketing online, il più completo corso sull’argomento dopo aver già scritto un libro di estremo successo. Si chiama AffiliatePRO ed io stesso, pur essendo discretamente ferrato sull’argomento, non ho esitato ad iscrivermi.
Let’s say you have a promotions page where you’re promoting a product via affiliate links. If you currently get 5,000 visits/month at a 2% conversion rate, you have 100 referrals. To get to 200 referrals, you can either focus on getting 5,000 more visitors, or simply increasing the conversion rate to 4%. Which sounds easier? Instead of spending months building domain authority with blogging and guest posts to get more organic traffic, you just have to increase the conversion rate by 2%. This can include landing page optimization, testing your calls-to-action, and having a conversion rate optimization strategy in place. By testing and optimizing your site, you’ll get far better results with much less effort. 
Di facile comprensione, interessante ed esaustivo. Ben fatto, va dritto al sodo dell’argomento. Premetto che io nella vita faccio tutt’altro ma ho una grande passio e vorrei aprire un Blog di libri. Quindi ho pensato di unire l’utile al dilettevole, provando a farlo diventare una fonte di reddito. Ho finalmente capito i meccanismi che stanno dietro le affiliazioni e spero di poter mettere presto in pratica quello che ho appreso da Simona!
Come puoi leggere anche su Wikipedia, l’affiliate marketing non è altro che una forma di remunerazione a performance, o per meglio dire, marketing a risultato. Cosa significa? Significa che l’azienda che ha un prodotto o servizio da vendere, anzichè usare una rete chiusa di venditori, offre a chiunque l’opportunità di promuovere online il suo brand o prodotto e ricevere in cambio una commissione.
Adam Enfroy è uno scrittore, consulente di content marketinge Manager di partnership di affiliazione per BigCommerce. Con 10 + anni di esperienza nel marketing digitale, è appassionato di sfruttare le giuste partnership strategiche, contenuti e software per scalare la crescita digitale. Adam vive ad Austin, in Texas e scrive di i migliori programmi di affiliazione e ridimensionare la tua influenza online sul suo blog, adamenfroy.com. Puoi connetterti con lui Twitter e LinkedIn.
Dico questo non perchè sia tecnicamente difficile o impegnativo fare ciò ma perchè servono costanza e dedizione he non tutti hanno, specialmente nei primi mesi in cui il profilo è poco seguito. Comunque, va detto che, anche se pubblicassimo link affiliazione continuamente, il ritorno sarebbe prossimo allo zero perchè nessuno li visiterebbe. Per questo motivo consiglio, specialmente nei primi mesi, di pubblicare solo contenuti originali e non commerciali, questo per non annoiare i pochi utenti che ci seguiranno.
C’è da fare una premessa iniziale. Se n’è parlato molto meno in questi anni di affiliazione e dei suoi meccanismi. Questa minor diffusione, si parla dell’1% attuale a cui si è arrivati nel mercato digitale, non è dovuta affatto al concetto che la macchina non funzioni o che abbia problemi tecnici, e nemmeno che non porti risultati o che richieda troppa cura. È dovuta soprattutto alla cattiva, per non dire pessima, gestione delle sue reali potenzialità. Gli utilizzatori hanno promesso potenzialità e obiettivi fallaci, e quindi hanno tentato più volte nel lungo periodo di utilizzarla per fare cose sbagliate e realmente non sfruttando la vera forza che questo mezzo poteva rendere anche economicamente. Tutto questo purtroppo su scala mondiale.
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