Si potrebbe pensare: può un inserzionista essere un’azienda normale che vuole far conoscere il suo brand? Forse sì. Per meglio dire può esserlo ma qualcosa lo deve pur remunerare. Vendo qualcosa sul mio sito? Mi devo portare dei clienti a cui devo vendere un servizio? Posso voler far registrare utenti ad una newsletter quindi per acquisire lead? Tutto si può fare ma l’importante è che dev’essere conveniente per il publisher.
Il secondo soggetto è il publisher o affiliato che partecipa al programma iscrivendo il proprio sito web, portale o web property inserendo il codice JavaScript che ospiterà le inserzioni. Il publisher successivamente tramite attività di promozione search engine optimization (SEO) e search engine marketing (SEM) acquisirà traffico sul proprio presidio web promuovendo le inserzione del merchant insieme ai propri contenuti.
All’interno delle caratteristiche dell’Affiliate Marketing, il concetto di intermediazione come standard funziona così nella maggioranza dei casi: fatto un ricavo, l’inserzionista offre al publisher il 70% della commissione. Il 30% della commissione spetta alla piattaforma di affiliazione. Facendo un esempio in cifre, se stabilisco come inserzionista che per ogni 100€ che ricavo grazie a questa attività di marketing dovrò dare a questo sistema di affiliazione, formato dalla piattaforma e dai publisher, 10€ ogni 100€, darò 7€ al publisher e 3€ alla piattaforma.
In un ecosistema in cui la maggior parte delle transazioni avviene ancora in percentuali diverse da desktop, tablet e smartphone e abbiamo nel 69% in media dei casi consumatori interessati, vediamo soprattutto che i touchpoints di ricerca, che contribuiscono ad una transazione tipo e che generano valore immediato e misurabile, sono ancora oggi quasi tutti strumenti di performance marketing gestiti tramite l’Affiliate Marketing e dal mondo dell’affiliazione:
The seller, whether a solo entrepreneur or large enterprise, is a vendor, merchant, product creator, or retailer with a product to market. The product can be a physical object, like household goods, or a service, like makeup tutorials. Also known as the brand, the seller does not need to be actively involved in the marketing, but they may also be the advertiser and profit from the revenue sharing associated with affiliate marketing.
Cost per action/sale methods require that referred visitors do more than visit the advertiser's website before the affiliate receives a commission. The advertiser must convert that visitor first. It is in the best interest of the affiliate to send the most closely targeted traffic to the advertiser as possible to increase the chance of a conversion. The risk and loss are shared between the affiliate and the advertiser.
In February 2000, Amazon announced that it had been granted a patent[18] on components of an affiliate program. The patent application was submitted in June 1997, which predates most affiliate programs, but not PC Flowers & Gifts.com (October 1994), AutoWeb.com (October 1995), Kbkids.com/BrainPlay.com (January 1996), EPage (April 1996), and several others.[13]
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