Amazon ha dunque creato un proprio sistema di affiliazione interno che nel tempo è diventato il più potente al mondo. La leggenda vuole che sia stato proprio Amazon ad inventarsi un sistema di affiliazione. La storia narra di un blog che ha proposto a Jeff Bezos, CEO di Amazon, di farsi dare dei banner di Amazon e di farsi pagare solo nel caso fosse riuscito a fargli vendere più libri (ai tempi Amazon è nato proprio da qui). Jeff Bezos entusiasta dell’idea mise in piedi un sistema per fare proprio questo. Ad oggi vanta milioni di siti affiliati, facenti capo a centinaia di migliaia di publisher un giro di affari intorno al biliardo, cioè 1000 alla quinta e quindi mille bilioni. Da capogiro.
C’è da fare una premessa iniziale. Se n’è parlato molto meno in questi anni di affiliazione e dei suoi meccanismi. Questa minor diffusione, si parla dell’1% attuale a cui si è arrivati nel mercato digitale, non è dovuta affatto al concetto che la macchina non funzioni o che abbia problemi tecnici, e nemmeno che non porti risultati o che richieda troppa cura. È dovuta soprattutto alla cattiva, per non dire pessima, gestione delle sue reali potenzialità. Gli utilizzatori hanno promesso potenzialità e obiettivi fallaci, e quindi hanno tentato più volte nel lungo periodo di utilizzarla per fare cose sbagliate e realmente non sfruttando la vera forza che questo mezzo poteva rendere anche economicamente. Tutto questo purtroppo su scala mondiale.
A more complex system, pay per lead affiliate programs compensates the affiliate based on the conversion of leads. The affiliate must persuade the consumer to visit the merchant’s website and complete the desired action — whether it’s filling out a contact form, signing up for a trial of a product, subscribing to a newsletter, or downloading software or files.

La veloce evoluzione di internet ha creato un’opportunità per diverse tipologie di inserzionisti –dagli individui con un account Facebook o un blog, ai siti di recensione di contenuti, agli aggregatori di offerte fino agli sviluppatori di app. Mentre le persone continuano a inventare nuovi sistemi per indirizzare il traffico verso i venditori, nuovi modelli si fanno strada, ma intanto ecco una lista dei modelli più popolari al momento, i quali riassumono il principale metodo di promozione.
In genere si sente parlare molto di più di SEM, Search Engine Marketing, e di Google che di Affiliate Marketing. Questo perché Google, con i suoi servizi e le sue piattaforme, è estremamente più conosciuto a conti fatti. Non solo: il SEM con Google ha tuttora conservato lo stesso livello di efficienza ed efficacia che aveva una decina d’anni fa quando non c’era AdWords Editor.
Il drop-shipping ti permette di gestire un negozio online senza dover immagazzinare i prodotti. Ovvero pubblicizzi i prodotti come se li possedessi, ma quando qualcuno fa un ordine crei un doppio ordine con l'azienda produttrice, ad un prezzo ridotto. Il distributore si occupa dell'imballaggio e della spedizione per tuo conto. Come l'affiliazione si basa sui referral, quando un cliente acquista attraverso il link di affiliazione, il publisher non deve gestire i pagamenti direttamente poichè il cliente viene portato direttamente sul sito del merchant per completare l'acquisto. La vendita è tracciata attraverso i cookie e la commissione pagata al publisher di riferimento. La differenza principale è che l'affiliate marketing non richiede che l'editore si occupi del processo di vendita effettivo o gestisca l'assistenza clienti. In qualità di drop-shipper invece, sei anche responsabile della procedura di vendita, anche se non gestisci alcun inventario.

When beginning your affiliate marketing career, you’ll want to cultivate an audience that has very specific interests. This allows you to tailor your affiliate campaigns to that niche, increasing the likelihood that you’ll convert. By establishing yourself as an expert in one area instead of promoting a large array of products, you’ll be able to market to the people most likely to buy the product.

Sono Simona Bigazzi e mi occupo di digital marketing dai tempi dell’Università. Da allora non ho mai smesso di lavorare in questo ambito ed oggi aiuto le Persone e le Imprese a Guadagnare sul web, in particolare il mio mestiere è quello di utilizzare tutti gli strumenti digitali per far crescere i fatturati delle aziende. Come Formatrice mi piace raccontare in aula cosa succede davvero quando lavoro a progetti per imprese grandi e piccole, che tutti i giorni cercano di guadagnarsi una fetta di mercato grazie al Web Marketing, al proprio sito web, e-commerce, i social e non solo.
Uno dei più popolari programmi di marketing di affiliazione è Amazon Associates. È possibile aderire non appena ti accettano nel programma, puoi scegliere tra oltre un milione di prodotti eCommerce di Amazon per fare pubblicità sul tuo sito web, app per dispositivi mobili o su Facebook, Instagram, Twitter, YouTube e Twitch, e puoi guadagnare al 10% in commissione se qualcuno fa clic sul tuo link di affiliazione e acquista un prodotto Amazon.
Si adotta quando l’obiettivo del cliente è generare un contatto da trasformare in un secondo momento in un cliente; il CPL è calcolato dal cliente in base al lifetime value dell’utente, al valore medio del utente convertito e al proprio costo interno di conversione (CRM, call center etc.). Il modello di share della commissione fra publisher e network non cambia (30% / 70%). Criticità: modello molto esposto alle fake conversion.
In sostanza, l’Affiliate Marketing è un rapporto in cui non ci si basa sul principio dell’erogazione pubblicitaria, bensì sul rapporto commerciale: io inserzionista faccio diventare i miei publisher la mia forza vendita. Semplificando, io ti do del materiale pubblicitario e tu lo devi pubblicare e vendere al posto mio. Trasportato nel mondo reale è come se ad esempio chiedessi ad alcune persone di fare del volantinaggio per me, assicurandomi che li pagherò per ogni ingresso che avrò nel mio locale. Essendo però il mondo dell’Affiliate Marketing tutto digitale, qui avremo solamente materiali web prettamente tecnici, interamente intermediati dalla tecnologia.
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